Come nasce una ricetta colore: dal campione al lab-dip
Ottenere il colore giusto su un filato nylon non è questione di fortuna: è un processo di laboratorio strutturato che parte da un riferimento e arriva a una ricetta ripetibile in produzione. Il cuore di questo processo è il lab-dip.
Il punto di partenza: il riferimento colore
Tutto inizia da un riferimento fornito dal cliente: un campione di filato già tinto, un ritaglio di tessuto, un codice Pantone o uno standard colorimetrico. Ogni volta che riceviamo un campione da sviluppare, lo leggiamo con il nostro spettrofotometro Konica Minolta, che misura il colore in modo oggettivo (coordinate L*a*b*) eliminando l'ambiguità della valutazione a occhio.
La formulazione
Dalla lettura strumentale, grazie al nostro software di formulazione Datacolor, otteniamo una prima ricetta di tintura che andremo poi a sviluppare in laboratorio. Il software propone la combinazione di coloranti — tipicamente acidi o premetallizzati, adatti al nylon — e l'esperienza del colorista la corregge: il comportamento reale del bagno dipende dal materiale, dal titolo del filato e dalle condizioni della macchina.
Il lab-dip
Il lab-dip è la tintura di prova: la ricetta viene sviluppata su una piccola quantità di materiale, riproducendo in scala le condizioni di produzione. Sviluppiamo tre lab-dip che, in base alla richiesta del cliente e agli accordi, possono essere realizzati:
- su tessuto in nylon — che chiamiamo Tirelle;
- direttamente sul filato in nylon — che chiamiamo Filzuoli.
Il risultato viene misurato e confrontato con il riferimento: se rientra nella tolleranza concordata (un certo ΔE) si procede, altrimenti si corregge la ricetta e si ripete la prova. Un buon laboratorio punta a centrare il colore nel minor numero di prove possibile, perché ogni ciclo è tempo e costo.
In alternativa, il cliente può richiedere veri e propri bagni di campionatura — da 1 kg fino a 10 kg — per confermare il colore su una quantità più rappresentativa prima di lanciare la produzione.
La conferma e la ripetibilità
Una volta confermato il colore, documentiamo e archiviamo la ricetta e i campioni originali nel nostro archivio, sia digitale sia fisico. È questo che ci permette di garantire la ripetibilità tra i bagni: lo stesso colore può essere riprodotto identico nel tempo, lotto dopo lotto, anche a distanza di mesi.
Perché conta per chi acquista
Per un calzificio o un nastrificio, sapere che dietro al colore c'è un processo strumentale e tracciabile significa prevedibilità: tempi di sviluppo stimabili, tolleranze dichiarate e colori che si possono riordinare nel tempo senza sorprese.
